Il 15 febbraio 1998, a sette anni dallo sgombero della Pantanella, La Repubblica denuncia lo scenario desolante del Pigneto, dove gli extracomunitari pagano 300 mila lire “per dormire ammassati in dieci dentro uno sgabuzzino umido” e “padroni di casa senza scrupoli sfruttano la disperazione di chi non ha diritti e deve nascondersi perché clandestino“.(1)
Il 15 febbraio 2005 viene pubblicato il bando di gara per l’affidamento a Contraente Generale del progetto della linea C, la terza linea metropolitana per la quale il Comune di Roma, sin dai primi anni ’90, aveva iniziato a sviluppare uno studio di fattibilità: la fermata prevista al Pigneto farà svanire nel’immaginario collettivo la sua percezione di ‘periferia‘.(2)
Il 15 febbraio 2016 il Pigneto, e con lui i suoi residenti più nostalgici, possono tirare un sospiro di sollievo: i previsti lavori per la costruzione della stazione ferroviaria Pigneto, pur modificando completamente l’immagine del quartiere attraverso la copertura del vallo ferroviario, non intaccheranno il ponticello che – assicura il Municipio V – non sparirà.(3)
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Fonti bibliografiche:
(1) La ferrovia dei clandestini (Marino Bisso, La Repubblica, 15.02.1999)
(2) La Linea C, la Tratta T2 e la Stazione Venezia (MetroCspa.it, 02.10.2023)
(3) Pigneto, al via a giugno il cantiere per la stazione: “Vallo coperto, ma il ponticello non sparirà” (RomaToday, 15.02.2016)


