Il 28 giugno 1942, dopo aver raccolto al mercato di via del Pigneto alcune pesche e albicocche con cui la mamma aveva preparato loro dei croccanti di mandorle, tre fratellini di dodici, dieci e sette anni – Riccardo, Benedetto e Michele Piccolo – sono colpiti da una grave intossicazione da sostanze venefiche: il più piccolo dei tre, Michele, perderà la vita.(1)
Il 28 giugno 2010 viene scoperto e sgominato al Pigneto, in via Ascoli Piceno, un traffico illecito di carni bovine destinato alla vendita all’interno di moschee: le forze dell’ordine, insospettite da continui movimenti sospetti all’uscita degli edifici religiosi, riescono a risalire al responsabile di questa filiera sviluppata all’interno della comunità islamica bengalese.(2)
Il 28 giugno 2014 il sindaco di Roma Ignazio Marino lancia pesanti accuse in merito alle condizioni di disagio e insicurezza con cui i residenti del Pigneto sono costretti a convivere da troppo tempo: sotto la lente di ingrandimento del primo cittadino c’è il Prefetto, accusato di non provvedere a inviare sufficienti forze dell’ordine all’interno del quartiere.(3)
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Fonti bibliografiche:
(1) Tre fratellini intossicati dalle mandorle (La Stampa, 29.06.1942)
(2) Pigneto, vendeva abusivamente carne per le moschee: arrestato un bengalese (RomaToday, 28.06.2010)
(3) Spaccio al Pigneto, Marino richiama il Prefetto: “Forze dell’ordine assenti” (RomaToday, 28.06.2014)