Il 4 agosto 1969 una tragedia familiare, venuta alla luce dopo trentasei ore, occupa le prime pagine dei quotidiani nazionali: Paolo Terzi, disegnatore disoccupato, uccide la moglie, Nella Raspi, insegnante di francese presso la scuola media di via del Pigneto, e i suoi due figlioletti Marcella e Bruno, di tre anni e di tre mesi, per poi togliersi la vita.(1)
Il 4 agosto 1987 l’assessore Robinio Costi presenta alla stampa il nuovo piano del Comune di Roma che prevede, per il Pigneto e per le aree del Quadraro, di villa Certosa e di villa Alessandrina, lo stanziamento di tre miliardi “per il risanamento di decine di vani risalenti agli anni ’30” e la costruzione di centinaia di alloggi da parte di Comune e IACP.(2)
Il 4 agosto 2016 in via Castruccio Castracane viene chiuso un giardino, compreso e chiuso tra alcuni palazzi, in cui sono soliti giocare molti bambini del quartiere: i loro giochi vengono smantellati e monta la polemica e l’allarme dei genitori che, improvvisamente, vedono i loro figli privati di un luogo sicuro in cui trascorrere qualche ora di svago.(3)
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Fonti bibliografiche:
(1) Ha strangolato moglie, 2 figli, e si è ucciso col gas (Paolo Gambescia, L’UnitĂ , 06.08.1969)
(2) Presentato piano comunale per 1900 alloggi popolari (L’UnitĂ , 05.08.1987)
(3) Il Pigneto senza il giardino di Castruccio: “Chiuso da un mese, vogliamo sapere perchĂ©” (G.N., RomaToday, 08.09.2016)