Il 5 giugno 1997 al Pigneto, in via Antonio Tempesta, ha luogo il primo femminicidio di stampo mafioso all’interno della città di Roma: a farne le spese è Rosanna Iannacone, 36 anni, madre di due bambini e moglie di un pregiudicato. La donna, in passato finita nei guai per un traffico di droga, viene assassinata da due sicari all’interno della sua Fiat Punto.(1)
Il 5 giugno 2003 gli abitanti del Pigneto, guidati dal Comitato di Quartiere Pigneto-Prenestino, incontrano l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Roma che, pochi giorni prima, nel corso dell’occupazione simbolica della sopraelevata della Tangenziale Est in via Prenestina, era salito a piedi sulla rampa raggiungendo chi ne chiedeva l’abbattimento.(2)
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Fonti bibliografiche:
(1) Pigneto, delitto di stampo mafioso (Marino Bisso, La Repubblica, 06.07.1997)
(2) Il Pigneto: un’etnografia fuori le mura di Roma (Giuseppe Scandurra, Cleup editore, p. 99)