Un mix di rabbia e preoccupazione serpeggia ormai da tempo per le strade del Pigneto a testimonianza di una sensazione di insicurezza che mai come in questo periodo è avvertita in maniera così forte: continuano infatti le aggressioni ai danni di persone trans, presi di mira all’interno del quartiere ormai da tanto, troppo tempo, senza soluzione di continuità.
Tutto era cominciato, o meglio, era salito alla ribalta della cronaca il 10 aprile scorso, quando l’associazione Gender X aveva denunciato l’ennesimo episodio di natura omofoba avvenuto fuori alla sua sede.
In quella circostanza, un gruppo di ragazzi aveva preso di mira la sede dell’associazione minacciando di dare fuoco a persone trans che, al suo interno, svolgono regolarmente attività di formazione e sensibilizzazione sulle realtà transgender contemporanee.
“Non è la prima volta che vengono” denunciava Gender X attraverso i suoi canali social, indicendo una manifestazione che ha fatto affluire l’indomani, nella vicina piazza Malatesta, centinaia di persone in marcia per offrire sostegno e vicinanza alle vittime.
Nonostante tutto, la situazione per Gender X non è migliorata: a pochi giorni dalla manifestazione, infatti, nuovi episodi di minacce omofobe all’esterno della sede dell’associazione hanno fatto emergere la necessità di organizzare un nuovo corteo che, il 31 maggio, ha invaso le strade di San Lorenzo fino a raggiungere piazza Vittorio.
Lo scorso 14 luglio l’ultimo episodio: lungo l’isola pedonale di via del Pigneto, infatti, un’altra donna trans è stata aggredita davanti all’indifferenza dei passanti. La donna in questione è un’attivista di un’altra realtà cittadina, l’Associazione Libellula che, dal 1997, si autodefinisce la Casa della Comunità Trans* e ha denunciato l’episodio sui suoi canali social.
“Secondo quanto ci è stato riferito – si legge sul profilo Instagram dell’associazione – si trovava insieme alle sue amicə quando un giovane uomo le è passato accanto e le ha sferrato una gomitata, facendola cadere a terra. L3 amic3 sono intervenut3 immediatamente per soccorrerla. L’uomo, dopo essersi allontanato di qualche metro, si è voltato verso di lei con uno sguardo minaccioso. Intorno, però, passanti e persone sedute ai tavoli dei locali sono rimaste indifferenti”.
In seguito a questo episodio, l’Associazione Libellula sta raccogliendo informazioni utili “per poter depositare una denuncia contro ignoti e consegnare alle autorità competenti ogni elemento utile all’identificazione della persona responsabile”.