Dal 10 aprile al 20 maggio 2026 la galleria PROSA_contemporanea, in via Marin Sanudo 24, ospita la mostra Metamorfosi Intangibile dell’artista giapponese Uemon Ikeda.
L’esposizione, curata da Alberto Dambruoso, presenta un’inedita installazione ambientale, in collaborazione con l’artista Ximena Robles, costituita da un filo di lana e seta rosso che percorre lo spazio e con la quale il pubblico può interagire. All’installazione si affiancano alcune opere realizzate in acquerello su carta.
Il progetto, realizzato in collaborazione con InEvoluzionet-Studio Marta Bianchi, gode del prestigioso patrocinio dell’Istituto di Cultura Giapponese e della Fondazione Italia Giappone.
Uemon Ikeda continua il suo percorso artistico negli spazi di PROSA dopo la recente partecipazione al progetto Uno spazio di scambi e connessioni. Forme dell’arte contemporanea giapponese nella penisola italica presso il Museo Venanzo Crocetti, nell’ambito delle attività celebrative del 160º Anniversario del Trattato di Amicizia tra Italia e Giappone dedicato agli artisti giapponesi contemporanei che hanno scelto l’Italia come luogo privilegiato di formazione, ricerca e sintesi creativa.
Come scrive Alberto Dambruoso nel testo critico: “Ikeda ha sviluppato nel corso della sua carriera un tipo di pittura che si è mossa liberamente tra figurazione e astrazione con rimandi all’arte concettuale soprattutto laddove la scrittura diventa un tutt’uno con l’opera. Lo stesso senso di libertà lo si può ritrovare anche nei mezzi espressivi adottati dall’artista che, oltre alla pittura, comprendono anche l’installazione, il disegno e la scrittura. L’installazione è, tra tutti i medium adottati, quello più utilizzato negli ultimi anni dall’artista. Essa si è resa protagonista di numerosi interventi in luoghi fortemente connotati storicamente, come la Piramide Cestia a Roma o il Palazzo Reale di Napoli. Si tratta di installazioni aeree che Ikeda realizza in luoghi all’aperto o al chiuso, servendosi di un filo rosso composto da lana e seta con il quale crea ambienti, circoscrive spazi, modificando così la percezione di luoghi noti o, al contrario, facendo insorgere dal nulla spazi prima inesistenti. L’artista mette anche in comunicazione l’interno con l’esterno, il dentro e il fuori generando in questo modo anche una poetica degli opposti in cui si incontrano il visibile e l’invisibile, il pieno e il vuoto.
Per la mostra concepita per PROSA_contemporanea, Ikeda ha pensato ad un progetto espositivo che mette sullo stesso piano la pittura, rappresentata da una serie di acquerelli dipinti su carta, e l’installazione con il filo rosso che ridisegna lo spazio della galleria. In occasione della serata inaugurale Ikeda ha pensato di rendere “viva” l’installazione realizzata in collaborazione con l’artista Ximena Robles, attraverso una performance di danza Butoh interpretata dal performer Flavio Arcangeli. Questo tipo di danza nasce in Giappone negli anni ’50 e si inserisce nel clima di apertura ad altre forme d’arte: il gruppo Gutai ne costituiva in questa direzione un esempio. La danza Butoh è un tipo di danza volta a liberare gli impulsi fisici e mentali ed è definita come una danza metamorfica. Da qui Metamorfosi intangibile, il titolo che Ikeda ha voluto dare alla sua mostra. Una trasformazione immateriale dello spazio che non si può toccare ma che ogni spettatore può ricostruire idealmente”.
Uemon Ikeda. Nasce a Kobe, Giappone, il 5 aprile 1952. Il suo percorso artistico ha inizio negli anni Settanta a Tokyo, sotto la guida del professor Takeshi Yoshino, assistente di un celebre scultore. Su consiglio del maestro – scegliere tra New York e Roma – Ikeda opta per l’Italia. A ventun anni si trasferisce a Roma, dove si diploma all’Accademia delle Belle Arti nel 1977. La sua città di adozione diventa il laboratorio di una ricerca che fonde radici orientali e cultura occidentale. Le sue scelte espressive – decisamente concettuali – si declinano dalla pittura all’architettura, dalla fotografia all’installazione, fino al “teatro impossibile” e alla scrittura. Il suo sguardo isola segmenti di realtà urbana smaterializzandone la spazialità occidentale attraverso il concetto orientale di “vuoto”, inteso come spazio scenico e teatro. Tra le principali esposizioni: Sinagoga – Tempio Maggiore di Roma (Giornata Europea della Cultura Ebraica, 2012); Piazza Farnese · Piazza Trilussa (Festa de Noantri, 2012); Giardino di Villa Borghese · Piazza del Campidoglio (Giornata della Terra, 2013); MAXXI, Roma – Architetture aeree: linee, fili, web net (Giornata del Contemporaneo, 2013); NIKA Exhibition, Centro Nazionale delle Arti, Tokyo – 102ª edizione (2017); Palazzo Reale, Napoli – installazione site-specific “Il Giardino ‘incantato’ di Palazzo Reale. A Levante del sole” a cura di Anna Imponente (2018); Japan Week in Venice – installazione FRAGILITY, il filo rosso (2019); Piramide Contemporanea – dialogo con la Piramide Cestia, curato da Sala 1, Roma (2024); Border Crossing Hypothesis – Rome Art Week 2024, organizzata da Artoday; Gran Galà per l’Ambiente, Fondation Prince Albert II di Monaco, Galleria Colonna, (2024); Museo Venanzo Crocetti, Mostra collettiva Uno spazio di scambi e connessioni. Forme dell’arte contemporanea giapponese nella penisola italica in occasione del 160º Anniversario del Trattato di Amicizia tra Italia e Giappone (2026).
La galleria è aperta dal lunedì al venerdì dalle h. 16 alle h. 19.
Per un appuntamento contattare InEvoluzionet-Studio Marta Bianchi al +39.3516113617