27 Febbraio 2024
martedì, 27 Febbraio 2024
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‘Aqvarivm’, tutta la potente iconografia dell’acqua

Da Fax Factory la sorprendente rivisitazione del Piranesi di Federico Russo

Da venerdi 29 aprile al 12 maggio 2022 al Pigneto Fax Factory, in collaborazione con Prevert Art, ospita la mostra di Federico Russo intitolata “Aqvarivm”.

“Giovan Battista Piranesi è un artista del ‘700. Architetto, appassionato di storia dell’arte ed archeologia, in giovane età si trasferisce nell’Urbe dove si avvicina alla tecnica delle acque forti presso la bottega di Giuseppe Vasi. Le sue incisioni rimangono tutt’ora una grandissima testimonianza dell’arte Romana e della sua magnificenza. Il ‘700 vede come protagonista il gran dibattito della superiorità dell’arte romana su quella greca. In questo tessuto artistico l’opera di Piranesi si innesta mostrando le vedute paesaggistiche e architettoniche di una Roma che ospitava il gran tour ed era meta di grandi artisti e ricchi viaggiatori, esaltando la sua supremazia artistica. La Roma del ‘700 era una città in decadenza ma dal passato virtuoso. Patrizi, briganti, corruzione e degrado convivevano tra le rovine degli antichi fasti. In alcune vedute di Piranesi infatti sono presenti scene di vita quotidiana dove mendicanti, mercati, panni stesi e cortigiane coesistevano con l’aristocrazia altolocata rimarcando quindi il contrasto tra opere antiche – di cui le rovine – e la contemporaneità del popolo atte nel normale svolgimento della vita settecentesca romana. Roma è un città costruita intorno al suo polmone vitale: un corso d’acqua che attraversa tutta la città. Il Tevere è non solo un limite geografico, ma il suo corso accompagna ogni visione paesaggistica dell’urbe. Nel ‘700 infatti, prima della costruzione degli argini e dei muraglioni, i cittadini vivevano un rapporto di amore-odio con il loro fiume, essendo soggetti al suo umore e alle sue inondazioni. Così come il tema dell’acqua era presenza costante nella Roma antica e non, anche nella tecnica di Piranesi era una sostanza che portava allo sviluppo della matrici della sue incisioni: le acque fortis, da cui il nome dell’acqua forte in cui Piranesi era indubbiamente un maestro. Nello specifico la scelta dei miei interventi su questi lavori di Piranesi è strettamente anch’esso collegato all’acqua, al mare e alle sue creature. Il contrasto tra la natura invisibile, quella degli abissi, che convive tra un’architettura antica e in rovina ma in superficie, è un concetto che ha sempre ispirato i miei interventi. Il dialogo tra la mia parte inconscia di legame con il mondo marittimo, lontano dall’urbe e dalle sue strutture, e il mio studio delle incisioni hanno portato a questi innesti in cui una balena attraversa il cielo stellato ed entra nel serraglio del Colosseo, oppure due cavallucci marini fluttuano tra le rovine della Domus Aurea”.

Partendo da una serie di interventi sui dei vecchi disegni del padre ritrovati in soffitta, Federico Russo viene ispirato dalla contrapposizione tra due stili, tra due mondi – passato e presente – che si intrecciano in un unico filone narrativo, cercandone un equilibrio a tratti irreale. Successivamente dai lavori del padre passa alle incisioni di Piranesi trasportandoci in una dimensione onirica, trattando il tema marino/animale poiché in esso crede si possa trovare una parte di mondo ancora incontaminato, libero dalle costrizioni tipiche dell’essere umano. Lo studio è volto alla ricerca di un punto di incontro tra passato individuale e le complicazioni/contraddizioni della mente di ogni individuo utilizzando i disegni storici della Roma antica. Questo passato oggettivo, reale, che diventa tangibile attraverso la forma artistica piranesiana, porta con sé il concetto di magnifico: secondo l’artista infatti la poetica di Piranesi vuole esprimere un senso di smarrimento davanti a “qualcosa di più grande di noi”. Si cerca dunque di trasporre questa emozione su un piano ancor più surreale, quasi metafisico, tramite l’acqua, l’oceano, ovvero qualcosa di immenso e idealmente sconosciuto proprio come lo è il nostro inconscio.

Federico Russo nasce a Roma nel Febbraio 1989, nel 2015 consegue la laurea in Storia dell’Arte presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma, trattando una tesi iconologica sull’arte degli emblemi durante il periodo della riforma protestante europea della metà del 1500, che lo porterà ad intensificare lo studio sull’iconografia attraverso i testi del poeta olandese Jacob Cats. Nel 2017 inizia a collaborare con la rivista “Il Ventriloco” ed il magazine online “Contropiano”, avviando parallelamente un progetto individuale sulle stampe e le vedute del 1800, esponendo nel 2019 all’enoteca “Il Piccolo” i suoi quadri dopo un lungo periodo di studio svolto su Piranesi: ben dieci vedute della città di Roma. Il risultato è stato di un personale giro turistico della città, in cui è possibile fare incontri inaspettati: elementi come balene, pesci di varia natura, murene e meduse convivono con gli scorci della città eterna. A marzo 2020 durante il lockdown dà vita al progetto “Autocertificazioni illustrate” dove l’artista inizia a disegnare sopra il foglio delle autocertificazioni. Il fenomeno diventa virale, da tutta Italia iniziano a piovere più di ventimila illustrazioni, di cui 140 verranno poi esposte da Zalib a Trastevere sotto la direzione artistica dell’artista: occasione che gli è valsa l’accesso alla campagna dei Cento promossa da Perimetro.

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