22 Giugno 2024
sabato, 22 Giugno 2024
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‘Interagire’, da Fax Factory la mostra personale di Pietro Zambonini

L'artista friulano espone le sue opere al Pigneto fino al prossimo 23 luglio

Sabato 2 luglio (h. 17) al Pigneto, presso Fax Factory, Pietro Zambonini presenta la sua mostra intitolata Interagire. La mostra sarà visitabile fino al 23 luglio.

Il progetto rappresentato dalle opere in mostra, ha alla propria origine l’esperienza incominciata più o meno un anno fa attraverso Twitch. La necessità oggettiva di portare agli spettatori almeno un contenuto – se non due – a settimana è stata in qualche maniera la forza motrice originaria dei lavori esposti. Tra i vari, si possono trovare i ritratti di donne anziane con uccelli, i ritratti di giovani donne con cani a loro “abbinati” ed alcuni progetti di modellazione. Attraverso una costante interazione con lo spettatore, i disegni ed i temi proposti per le varie trasmissioni hanno preso forme nuove ed inaspettate, includendo influenze ed input esterni che hanno reso le opere uniche ed imprevedibili. Si può dunque dire che, oltre alla figura femminile, il grande fil rouge che lega quanto esposto sia proprio quello dell’interazione, della necessità di intrattenere il prossimo e condividere con lui lo sforzo artistico, coinvolgendo attivamente anche chi guarda la produzione nei suoi vari momenti, rendendolo parte fondamentale del processo creativo.

Pietro Zambonini, nato nel 1995 in Friuli. Dopo il diploma in arti figurative al Liceo artistico “G. Sello” di Udine decide di iniziare un processo di sperimentazione su materiali e tecniche scultorei, nello specifico nella modellazione e nella riproduzione multipla di soggetti. Inoltre scopre le tecniche di fusione di vari metalli, quali alluminio e stagno. Proprio attraverso la riproduzione multipla – e probabilmente dal rovinarsi inesorabile di calchi usati troppo a lungo – che Pietro focalizza la propria attenzione su superfici di prodotti tutt’altro che perfette e definite. Da superfici rovinate parte il processo di riproduzione – sia scultoreo che grafico – che porta un soggetto a mutare e trasformarsi in maniera del tutto inaspettata, dando alla luce fortunati difetti di fusione e parti mancanti. I soggetti più frequenti sono volti di donne dalla morfologia appartenente a popolazioni africane, spesso caratterizzate da un’ espressione persa; visi difficilmente interpretabili, ma che nascondono loquaci silenzi ed esperienze segnanti.Nel 2015 espone presso la libreria “Kobo shop” di Udine, e nella biblioteca comunale “Joppi”. Nel 2016 partecipa ad una mostra collettiva presso il teatro “Giovanni Da Udine

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