16 Giugno 2024
domenica, 16 Giugno 2024
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José Witteveen presenta ‘Putting the horses undercover, the Trumpets would rust’

Una mostra dell'artista frisone/olandese incentrata sul concetto di genere

Sabato 15 ottobre 2022 (h. 19) al Pigneto, in via Macerata 46, Interzone Galleria presenta il vernissage della mostra Putting the horses undercover, the Trumpets would rust della fotografa frisone/olandese José Witteveen. La mostra sarà visitabile fino al 10 novembre 2022.

«In questo periodo dinamico, che ci porta a ridefinire l’identità di noi stessi e il significato di essere umani, è importante creare reti di comunicazione interiori ed esteriori. In questo modo è possibile scambiare concetti, sentimenti ed esperienze che ci permettano di ascoltare e relazionarci con l’altro in modo organico. I cambiamenti nella definizione di genere, sia scientifici che sociali, stanno comportando un cambiamento collettivo negli ideali tradizionali del femminile e del maschile».

Le opere esposte da José Witteveen in Putting the horses undercover, the Trumpets would rust sono fortemente influenzate dal libro Orlando di Virginia Woolf. Il nucleo del libro è il concetto di genere. Virginia Woolf ci gioca, permettendo al suo protagonista di passare da maschio a femmina a metà del romanzo, senza ulteriori spiegazioni. Nel libro una sorta di fenomeno naturale diventa simbolico per la vita interiore di Orlando. In questo capolavoro poetico Woolf esplora l’ipocrisia della pruderie vittoriana: un bigottismo che possiamo osservare ancora oggi.

La mostra proposta a INTERZONE GALLERIA è composta da una serie di acqueforti di Toyobo, tecnica di stampa fotografica a mezzo di lastre fotopolimeriche. Le opere esposte sono in tiratura limitata.

Putting the horses undercover, the Trumpets would rust mostra l’Orlando di oggi nello “Zeitgeist” del nostro secolo. Le opere sono un gioco dialettico di rivelazione e occultamento, tra reale e artificiale.

I soggetti ritratto da José Witteveen nelle acqueforti Toyobo si presentano come vorrebbero essere visti, e lo spettatore si impegna e vive un’esperienza intima, una sorta di rispecchiamento, nel tentativo di mettere in discussione i propri presupposti di identità e di genere.

Scrive José: “Parafrasando la Woolf, stiamo scoprendo che «in ogni essere umano avviene una vacillazione (e oscillazione) da un sesso all’altro». Trovando nuove strade e profondità all’idea dell’essere umano come un abbraccio in equilibrio: anche se in forma transitoria”.

José Witteveen è un artista frisone/olandese. Ha studiato arte visiva alla Royal Academy of Visual Arts di Den Hague e Filosofia all’Università (RUG) di Groningen. Sei anni fa si è stabilita a Roma partecipando a diversi progetti e residenze artistiche in varie parti d’Europa. Il suo lavoro la colloca nel regno della stampa e della fotografia, dove grandi temi sociali si fondono con storie personali. Attraverso l’impegno collaborativo, insito nella sua pratica artistica, incoraggia le persone a raccontare le loro storie e a facilitare un dialogo sull’identità e sulle questioni di genere.

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