25 Aprile 2024
giovedì, 25 Aprile 2024
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‘Visages Group Show’, da Nero Gallery una mostra collettiva fino al 23 luglio

L'estate di Nero Gallery in compagnia di sedici grandi artisti contemporanei

Sabato 11 giugno (h.20) al Pigneto, da Nero Gallery, presenta il vernissage di “Visages Group Show”, mostra collettiva di Agnes Cecile, Elzo Durt, Eric Lacombe, Fabiano Gagliano, Jb Rock, Krizia Galfo, Marcello Crescenzi, Marco Filicio Marinangeli, Marco Rea, Markus Akesson, Milos Ilic, Petites Luxures, Silvia Idili, Stefano Ronchi, Steven Marigo, Trëz. La mostra sarà visitabile fino al 23 luglio.

Il volto umano è sempre stato motivo di grande interesse per gli artisti e il suo studio ha attraversato ogni epoca dell’arte, da quella classica a quella moderna e contemporanea, seguendo una linea evolutiva che si incrocia anche con la scienza. Nel corso della storia, pittori, scultori, disegnatori, hanno affrontato la raffigurazione del volto, maschile, femminile o androgino, in modi molto diversi: c’è chi ha scelto metodi più filosofici o scientifici e chi invece ha deciso di affidarsi ad un approccio più intuitivo e sensoriale. Ed è per questo che all’interno della storia dell’arte la rappresentazione del volto mostra un’alternanza di fasi che vanno essenzialmente dal realismo all’idealizzazione, dalla stilizzazione dei tratti alla loro deformazione espressionistica. I motivi per cui l’arte ha dimostrato tanto interesse nell’interpretare questo tema vanno al di là della semplice forma fisica e risiedono in ciò che si nasconde dietro i lineamenti e le espressioni del nostro volto, vanno ricercati in quel qualcosa d’invisibile, d’impercettibile che rivela il nostro sguardo.Non a caso molti artisti, a partire dal 1500, si interessarono alla fisiognomia, o fisiognomica, una disciplina parascientifica che, basandosi su un’illusoria corrispondenza tra una dimensione interiore e una esteriore, si proponeva di dedurre le caratteristiche psicologiche degli individui dal loro aspetto fisico, in particolare dai lineamenti e dalle espressioni del viso. È la voglia di ricondurre una realtà non visibile e sconosciuta a schemi noti e rassicuranti a spingere gli artisti verso un percorso non ordinario, per indagare attraverso le apparenze fisiche la psiche umana, svelare nelle mimiche facciali una grande ragione esistenziale e filosofica e scoprire in questo modo qualcosa in più di sé stessi e del loro mondo interiore. L’arte visiva crea un solido rapporto fra la corazza dell’uomo e il suo essere più profondo e questo dal passato al presente è rimasto quasi invariato.

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