1 Marzo 2024
venerdì, 1 Marzo 2024
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‘Memento Mori’ al Pigneto, il monito artistico di Sara Federico

Fax Factory ospiterà l'esposizione della giovane artista dal 18 al 31 marzo

Una nuova mostra da Fax Factory, questa volta dedicata al giovane talento di Sara Federico: dal 18 al 31 marzo, la caffetteria a vocazione artistica del Pigneto ospita la sua mostra intitolata Memento Mori, a cura di Giulia Tagliaferri.

Memento mori è un tema sopravvissuto nel corso dei secoli, con le più svariate declinazioni, che in lingua latina significa letteralmente ‘ricordati che devi morire’. Ciò che l’artista cerca di rappresentare in queste opere non è tanto l’aspetto della morte in sé, quanto piuttosto la capacità di condurre la vita nel miglior modo possibile, per ciò che siamo e ciò che immaginiamo di essere. Darci quindi la forza di risalire dalle acque più profonde e oscure del nostro inconscio, restare in vita, continuare la danza. Si riferisce dunque, in molte opere, alla figura della ballerina, che praticando una professione stancante a livello fisico e mentale, si allena ogni giorno per raggiungere il suo scopo, al costo di farsi male per lo sforzo. Resta sulle punte. Ricorda a sé stessa che il fuoco può non spegnersi se si alimenta abbastanza. Alcune opere in mostra appartengono al progetto Nuota, performance di lettura, Palazzo Chigi – Formello, mentre le restanti sono una serie di dieci illustrazioni 100×70 a Tecnica Mista.

Sara Federico Pigneto

BIO | Sara Federico, anno 2001. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico di Velletri, è attualmente una studentessa del Triennio di Grafica d’Arte dell’Accademia delle Belle Arti di Roma. Ha esposto nel corso degli anni con il Centro per l’Incisione e la Grafica a Formello (2022), al Polo Espositivo Juana Romani (2021), con l’associazione Arci Montefortino e Dopolavoro Ferroviario (2018), collaborato con la rivista Chiasmo Magazine (2019/2020) come illustratrice per le tematiche di Gender e con Fudasca per le varie copertine in digitale. Nei suoi lavori affronta la dualità della natura umana: i corpi morbidi che si scontrano con la realtà drammatica e brusca del grottesco. La natura quindi ha quasi uno scopo calmante che in apparenza sembra risollevare gli animi, mentre, in realtà, i tormenti ne restano invariati e il brutto sopravvive. L’interiorità si svela e ciò che è bello si rivela una maschera.

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